L’analisi del rischio da esposizione a rumore e vibrazioni si occupa di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, in conformità con quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008 e dalla norma tecnica UNI EN ISO 9612.
Attraverso rilievi fonometrici e accelerometrici si misurano i livelli di esposizione quotidiana e settimanale dei lavoratori sia al rumore che alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio e al corpo intero.
I dati raccolti vengono analizzati e confrontati con i valori limite di esposizione previsti dalla normativa, al fine di redigere una relazione tecnica dettagliata contenente eventuali prescrizioni o misure correttive.
L’analisi del rischio rumore e vibrazioni è un obbligo per il datore di lavoro, come stabilito dal D.Lgs. 81/2008 (Titolo VIII, Capi I‑III) e integrato dalla norma UNI EN ISO 9612. Deve essere effettuata dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) interno o esterno, tecnici competenti in acustica e salute occupazionale, o medici competenti per la sorveglianza sanitaria, utilizzando rilievi fonometrici e accelerometrici certificati.
L’obiettivo è misurare l’esposizione dei lavoratori, confrontare i valori con livelli di azione e limite previsti dalla normativa e definire un piano di miglioramento.
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, figura specializzata nominata dal datore di lavoro, interna o esterna
Tecnico competente in acustica o vibrazioni, esperto esterno dotato di adeguata esperienza e strumentazione certificata, obbligatorio per rilievi conformi alla UNI EN ISO 9612
Medico competente, coinvolto quando sono superati i valori di azione, per attivare la sorveglianza sanitaria prevista dall’art. 204.
L’analisi del rischio rumore e vibrazioni si effettua attraverso una serie di passaggi tecnici e metodologici mirati a misurare e valutare l’esposizione dei lavoratori.
L’analisi del rischio rumore e vibrazioni deve essere effettuata prima dell’inizio delle attività lavorative e comunque entro 90 giorni dall’avvio dell’attività, come stabilito dal D.Lgs. 81/2008.
È obbligatorio aggiornare la valutazione ogni quattro anni o ogni volta che intervengono modifiche significative negli ambienti di lavoro, nei processi produttivi, nei macchinari o nell’organizzazione del lavoro che possano influenzare i livelli di esposizione dei lavoratori.
L’analisi deve essere ripetuta anche in caso di superamento dei valori di azione o limite, in seguito a denunce di malesseri correlati all’esposizione o quando venga richiesta nell’ambito della sorveglianza sanitaria.
In generale, è buona prassi effettuare controlli periodici anche in assenza di modifiche apparenti, per garantire la continua tutela della salute dei lavoratori e la conformità normativa dell’azienda.
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