L’analisi delle acque negli impianti sanitari è una misura fondamentale per garantire la sicurezza igienico-sanitaria degli ambienti e la tutela della salute degli utenti e dei lavoratori.
In particolare, il monitoraggio microbiologico dell’acqua è finalizzato alla prevenzione del rischio legionellosi, in conformità alle Linee Guida Nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi (2015) e al D.Lgs. 81/2008, che impone al datore di lavoro l’obbligo di valutare e gestire tutti i rischi per la salute presenti negli ambienti di lavoro.
L’analisi viene condotta su campioni prelevati da punti critici degli impianti idrici con lo scopo di rilevare la presenza di Legionella spp. e altri microrganismi patogeni. L’attività di controllo è essenziale in strutture sanitarie, alberghiere, scolastiche, ricreative e in tutti gli edifici pubblici o privati con impianti idrici complessi.
L’analisi delle acque negli impianti sanitari è obbligatorio e ricade su specifiche figure responsabili, a seconda della tipologia di edificio o struttura. Questi soggetti sono tenuti a garantire che l’acqua distribuita sia salubre e sicura, come previsto dal D.Lgs. 18/2023 e dalle Linee guida per la prevenzione della legionellosi.
Queste figure devono assicurarsi che le analisi vengano effettuate da laboratori accreditati e in conformità con i protocolli previsti dalla normativa vigente.
Per effettuare correttamente l’analisi delle acque negli impianti sanitari, è necessario seguire una procedura tecnica specifica che garantisca risultati affidabili e conformi alla normativa.
L’analisi delle acque negli impianti sanitari va programmata con regolarità e condotta ogni volta che emergano condizioni potenzialmente critiche per la qualità dell’acqua. La frequenza dei controlli dipende dalla tipologia dell’edificio, dalla destinazione d’uso e dalla valutazione del rischio effettuata nel piano di gestione dell’acqua.
In strutture ad alta frequentazione o con utenti vulnerabili — come ospedali, scuole, RSA, centri sportivi e strutture ricettive — è consigliabile eseguire le analisi almeno una volta all’anno, o più spesso se previsto dal piano di autocontrollo.
Un monitoraggio puntuale e documentato consente di garantire la salubrità dell’acqua distribuita, tutelare la salute pubblica e rispettare gli obblighi normativi.
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