L’analisi dell’acqua è un’attività tecnico-analitica finalizzata alla valutazione della qualità chimico-fisica e microbiologica dell’acqua, in relazione al suo uso previsto (potabile, industriale, ambientale, sanitario).
Le analisi comprendono parametri come pH, conducibilità, solidi disciolti totali, metalli pesanti (es. piombo, arsenico), nitrati, cloruri, batteri coliformi e Legionella, tra gli altri.
Le tecniche di analisi impiegate variano in base al parametro da determinare e includono spettrofotometria, cromatografia ionica, titolazioni e colture microbiologiche.
La normativa vigente di riferimento include il D.Lgs. 18/2023 per le acque potabili, il D.Lgs. 152/2006 per le acque reflue e ambientali, l’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 per le piscine, e la linea guida ISS 2015 con la norma UNI 100030:2020 per il controllo e la prevenzione del rischio Legionella.
Tali disposizioni stabiliscono i limiti di concentrazione e le modalità di campionamento e analisi.
L’analisi dell’acqua è obbligatoria o fortemente raccomandata in molteplici contesti, sia per garantire la conformità alle normative vigenti sia per tutelare la salute pubblica e ambientale.
Le verifiche analitiche devono essere effettuate da figure responsabili in funzione del tipo di acqua (potabile, reflua, di piscina, di falda, ecc.) e del contesto d’uso, come previsto dal D.Lgs. 18/2023, dal D.Lgs. 152/2006, dalle Linee guida ISS e da normative tecniche specifiche.
Gestori del servizio idrico integrato, per il monitoraggio delle acque destinate al consumo umano, secondo i parametri microbiologici, chimici e indicatori di qualità stabiliti dalla normativa.
Datori di lavoro e RSPP (Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione), obbligati al controllo della qualità dell’acqua negli impianti sanitari, scolastici, alberghieri e industriali, con particolare attenzione al rischio Legionella spp.
Titolari e gestori di piscine pubbliche o private ad uso collettivo, che devono garantire la conformità dei parametri chimico-fisici e microbiologici (es. cloro residuo libero, Escherichia coli, pH).
Amministratori condominiali, per impianti idrici centralizzati, soprattutto in presenza di serbatoi, autoclavi o impianti di riscaldamento complessi.
Aziende industriali e artigianali, soggette al monitoraggio delle acque reflue prima dello scarico in fognatura o in ambiente, nel rispetto dei limiti tabellari del D.Lgs. 152/2006.
Operatori del settore agricolo, per il controllo della qualità delle acque di irrigazione o di uso zootecnico, in caso di approvvigionamento da pozzi o falde.
Privati cittadini, qualora utilizzino pozzi privati, impianti di potabilizzazione o sospettino una contaminazione dell’acqua destinata a uso domestico.
L’analisi delle acque viene eseguita seguendo un processo standardizzato che garantisce la rappresentatività del campione e l’affidabilità dei risultati.
Il procedimento si articola in diverse fasi: campionamento, preparazione del campione, e analisi in laboratorio.
Ciascuna fase richiede strumenti e tecniche specifiche per rispettare le normative di riferimento.
Campionamento: il campione d’acqua deve essere prelevato in modo rappresentativo e in contenitori sterili per evitare contaminazioni. La quantità e il numero di campioni dipendono dalla tipologia di acqua e dalla destinazione d’uso. Il campionamento deve seguire le linee guida specifiche, come quelle previste dal D.Lgs. 152/2006 per le acque reflue o dalle Linee guida ISS 2015 per la Legionella.
Preparazione del campione: una volta prelevato, il campione deve essere trasportato in laboratorio in condizioni che preservino le sue caratteristiche fisico-chimiche, evitando alterazioni. In laboratorio, può essere necessario un trattamento preliminare, come la filtrazione o l’omogeneizzazione del campione.
Analisi chimiche, fisiche e microbiologiche: vengono eseguite su specifici parametri, che possono includere la conducibilità, il pH, i metalli pesanti (piombo, arsenico), i nitrati e i batteri coliformi. Per la Legionella, si utilizza una tecnica di coltura microbiologica o un test PCR per identificare la presenza di batteri patogeni.
Interpretazione dei risultati: i risultati ottenuti vengono confrontati con i limiti stabiliti dalla normativa vigente.
Se i parametri superano i valori soglia, vengono seguite procedure di remediation o interventi correttivi, come il trattamento dell’acqua o la disinfezione degli impianti.
L’analisi dell’acqua deve essere effettuata in diverse circostanze, al fine di garantire che l’acqua rispetti i parametri di qualità e sicurezza previsti dalla normativa vigente.
La frequenza e i momenti in cui effettuare l’analisi dipendono dalla tipologia di acqua, dall’utilizzo previsto e dalle condizioni ambientali.
Controllo periodico obbligatorio: le normative, come il D.Lgs. 18/2023 per le acque potabili e il D.Lgs. 152/2006 per le acque reflue, stabiliscono una frequenza minima per le analisi. Le acque potabili devono essere monitorate almeno una volta all’anno, mentre le acque reflue e quelle di scarico devono essere verificate in base ai limiti previsti per ogni tipologia di impianto.
Riapertura stagionale degli impianti: in caso di piscine, impianti termali o altri sistemi idrici ad uso pubblico, le analisi devono essere effettuate prima della riapertura stagionale, per garantire la sicurezza dell’acqua dopo un periodo di inattività.
In seguito a manutenzione degli impianti: ogni volta che si interviene su impianti di trattamento dell’acqua, come filtri, depuratori o impianti sanitari, è necessario eseguire un’analisi per verificare che il sistema funzioni correttamente e che non vi siano contaminazioni.
In caso di segnalazione di anomalie: se si sospetta una contaminazione dell’acqua (es. odore, colore o sapore anomalo), è fondamentale eseguire immediatamente un’analisi per individuare eventuali contaminanti chimici, fisici o microbiologici.
In seguito a eventi ambientali straordinari: eventi come alluvioni, sversamenti industriali o incendi possono compromettere la qualità dell’acqua. In questi casi, le analisi devono essere tempestive per valutare i rischi per la salute e l’ambiente.
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