ANALISI

Analisi acque di falda

Analizziamo le acque sotterranee per verificare eventuali contaminazioni da attività industriali, agricole o scarichi non controllati.

L’analisi dell’acqua di sorgente è un passaggio fondamentale per garantire la qualità delle risorse idriche e prevenire rischi per la salute pubblica e l’ambiente. Effettuiamo controlli mirati per individuare eventuali contaminazioni nelle acque sotterranee, causate da attività industriali, pratiche agricole o scarichi non controllati.

Il monitoraggio costante delle falde acquifere è indispensabile per proteggere l’acqua destinata al consumo umano e all’uso agricolo. Tutte le nostre attività sono svolte nel rispetto del D.Lgs. 152/2006, Parte III, che disciplina la tutela e la gestione delle risorse idriche, definendo gli standard di qualità ambientale e gli obblighi di controllo.

Chi deve effettuare l'analisi acqua di sorgente

L’analisi delle acque di falda rappresenta un obbligo per tutti i soggetti le cui attività possono potenzialmente alterare la qualità delle acque sotterranee. Secondo quanto stabilito dal Decreto Legislativo 152/2006 – Parte III, che disciplina la tutela delle acque dall’inquinamento e ne regola l’uso sostenibile, il monitoraggio è richiesto in diverse situazioni, sia in fase preventiva che in fase di controllo ambientale.

L’analisi delle acque di falda deve essere effettuato da

  • Gestori di impianti industriali, attivi o dismessi, che producono, stoccano o fanno uso di sostanze pericolose e che potrebbero generare contaminazioni nel sottosuolo

  • Aziende coinvolte in procedimenti di bonifica di siti contaminati, per i quali il monitoraggio delle acque di falda rappresenta uno degli elementi principali di valutazione ambientale

  • Titolari di autorizzazioni ambientali integrate o autorizzazioni uniche ambientali, qualora le prescrizioni autorizzative includano obblighi di monitoraggio delle acque di falda;

  • Aziende agricole e zootecniche che operano in aree vulnerabili alla contaminazione da nitrati o che impiegano prodotti chimici con potenziale rischio per il sottosuolo

  • Gestori di discariche e impianti di trattamento rifiuti, per i quali è previsto un piano di monitoraggio ambientale durante tutta la vita dell’impianto e anche successivamente, nella fase di post-gestione

  • Enti pubblici o privati titolari di pozzi, sorgenti o captazioni ad uso potabile o irriguo, se richiesto dalle autorità competenti o in contesti a rischio idrogeologico o industriale

L’obbligo dell’analisi dell’acqua di sorgente non riguarda solo la verifica della qualità ai fini di utilizzo, ma è parte integrante dei processi di prevenzione, controllo e gestione del rischio ambientale. Il mancato adempimento può comportare sanzioni amministrative e penali, oltre a compromettere la validità delle autorizzazioni ambientali in essere.

Come fare l'analisi acqua di sorgente

Effettuare correttamente l’analisi delle acque di falda è un processo che richiede competenze tecniche specifiche, l’uso di strumentazione idonea e il rispetto di protocolli normativi.

Il monitoraggio ha lo scopo di individuare la presenza di eventuali contaminanti chimici, fisici o microbiologici e di valutare la qualità dell’acqua in relazione alla normativa vigente, in particolare al D.Lgs. 152/2006, Parte III.

Principali fasi per eseguire l’analisi in modo corretto

  1. Progettazione del piano di monitoraggio
    Definizione di un piano di campionamento, che deve tenere conto della geologia del sito, della profondità della falda, della potenziale fonte di contaminazione e degli obiettivi dell’indagine. In alcuni casi, il piano deve essere approvato dagli enti competenti (ARPA, Regione, Comune).

  2. Realizzazione dei piezometri
    Per il prelievo delle acque sotterranee si utilizzano piezometri, ovvero tubazioni appositamente installate nel sottosuolo che permettono di raggiungere la falda.

  3. Campionamento delle acque di falda
    Il prelievo deve essere eseguito da tecnici qualificati, seguendo protocolli specifici che evitino l’alterazione del campione. Prima del campionamento, viene spesso effettuato lo spurgo del piezometro per rimuovere l’acqua stagnante. Il campione viene poi raccolto in contenitori sterili e conservato secondo le modalità previste dalle norme tecniche.

  4. Analisi in laboratorio
    I campioni vengono inviati a un laboratorio accreditato secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, dove vengono sottoposti a test chimico-fisici e microbiologici. 
    I parametri analizzati possono includere metalli pesanti (arsenico, mercurio, piombo), solventi clorurati, idrocarburi, nitrati, solfati, pH, conducibilità, cloruri e altri contaminanti specifici.

  5. Redazione del rapporto tecnico
    I risultati vengono raccolti in un rapporto tecnico che include la descrizione delle modalità di campionamento, l’elenco dei parametri analizzati, i risultati ottenuti e il confronto con i limiti normativi.

  6. Invio alle autorità competenti
    In base al contesto, i risultati devono essere trasmessi agli enti preposti (ARPA, Provincia, Regione, ecc.) entro le scadenze previste.

Quando fare l'analisi acqua di sorgente

Conoscere quando effettuare l’analisi delle acque di falda serve a garantire il rispetto degli obblighi normativi e prevenire potenziali rischi ambientali. Le tempistiche possono variare in base al tipo di attività svolta, alla normativa di riferimento e alle condizioni del sito.

Inoltre rappresenta una buona pratica per prevenire danni ambientali e sanitari, ottimizzare l’uso delle risorse idriche e pianificare eventuali interventi correttivi in modo tempestivo.

L’analisi dell’acqua di falda deve essere eseguita

  • In fase di caratterizzazione ambientale di un sito, ad esempio durante la compravendita di aree industriali, lotti edificabili o terreni agricoli, per verificare lo stato di qualità del sottosuolo e delle acque sotterranee

  • All’avvio di un’attività produttiva o agricola, quando l’azienda è soggetta a rilascio di autorizzazioni ambientali (AIA o AUA), che spesso includono obblighi di monitoraggio periodico delle falde

  • Durante interventi di bonifica di siti contaminati, come previsto dal D.Lgs. 152/2006, Parte IV, Titolo V, per verificare lo stato iniziale, il monitoraggio in corso d’opera e la conferma dei risultati al termine della bonifica

  • Con periodicità regolare (trimestrale, semestrale o annuale), quando stabilito dalle prescrizioni delle autorità competenti o nel piano di monitoraggio ambientale allegato alle autorizzazioni

  • In prossimità di discariche, impianti di trattamento rifiuti o serbatoi interrati, per accertare l’assenza di percolazioni o contaminazioni nel tempo

  • In presenza di sospetti inquinamenti, segnalati da variazioni nei parametri di qualità dell’acqua, fenomeni odorigeni, colorazioni anomale o segnalazioni da parte di enti e cittadini

  • Per la verifica della qualità dell’acqua prelevata da pozzi o sorgenti, destinata a uso potabile, irriguo o industriale, anche in contesti agricoli o rurali

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