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pesticidi chimici

Pesticidi chimici, l’inevitabile impatto su ecosistema e salute

Una precarietà insostenibile

I pesticidi chimici rappresentano una causa di inquinamento tra le più nocive per l’ambiente e la salute. Come spesso accade quando la conoscenza della materia non è approfondita, si trascurano aspetti ed effetti oltre il breve termine. Anni di studio sull’uso di sostanze nocive hanno dimostrato, infatti, che i pesticidi chimici sono pericolosi anche se diffusi, inalati, prodotti in quantità inferiori a quelle imposte dai limiti di legge. La normativa di riferimento, che fa capo alla direttiva UE del 2009, contiene misure preventive e operative finalizzate a un uso consapevole e sostenibile. Malgrado la situazione si mantenga stabile, l’agricoltura estensiva sul continente dipende ancora molto dal loro utilizzo. Con ripercussioni evidenti in termini di salute, riscontrabili – tra gli altri – in ripercussioni evidenti sull’apparato endocrino e sistema nervoso centrale. Così come sull’intero ecosistema. E un ecosistema precario rende precari biodiversità, sicurezza alimentare, benessere dell’individuo, tutela della comunità.

Un uso sostenibile: l’agenda 2030

La consapevolezza di dover ridurre i rischi correlati all’uso di pesticidi chimici è ormai largamente diffusa sia in ambito istituzionale, sia tra la maggior parte della popolazione. Lo scorso autunno, la commissione ambiente dell’Unione Europea – sotto spinta del Parlamento di Bruxelles – ha formalizzato obiettivi vincolanti nell’ambito dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Grazie a una maggioranza che si è espressa a favore dei provvedimenti in oggetto, è stato stabilito che nei prossimi sei anni l’unione Europea dovrà limitare di almeno il 50% l’impiego di prodotti fitosanitari chimici. La percentuale sale al 65% per i prodotti ritenuti più pericolosi, in rapporto alla media del 2013 – 2017. La stessa commissione è responsabile della verifica e del monitoraggio di dati provenienti dai singoli paesi, per accertarsi che non vi siano difformità nell’osservanza di tali obblighi. Grazie all’aggiornamento della normativa, si insiste inoltre sul concetto di uso dei pesticidi chimici come ultima risorsa.

Gli effetti sulla salute

Usato come sinonimo di prodotti fitosanitari, il termine pesticida include sia i prodotti utilizzati per la protezione delle colture da malattie. Sia i biocidi che eliminano organismi portatori di malattie come ratti e topi. Tipologia e grado di esposizione ai pesticidi chimici sono oggetto di studi da decenni. Anche alla luce dei dati diffusi dall’OMS, dove emergono dati inquietanti relativi ai decessi e agli effetti delle sostanze più nocive sulla salute dei più piccoli. L’avvelenamento da pesticidi chimici – riscontrato persino nel cordone ombelicale – è un fenomeno intergenerazionale – oltre che mondiale – capace di generare effetti sulla progenie e insinuarsi nell’apparato endocrino. Patologie e decessi spesso avvolti nel silenzio, nonostante gli studi abbiano accertato una correlazione con

  • Tumori del sangue, come linfomi, mielomi e leucemie
  • Riduzione della risposta cognitiva e intellettiva, deficit dell’attenzione, autismo
  • Insorgenza di malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson
  • tumori al cervello e agli apparati riproduttivi

pesticidi chimici
pesticidi chimici

Gli effetti sull’ambiente

Grazie ai campioni di frutta e ortaggi esaminati nel nostro paese, sono emersi dati interessanti e che, al tempo stesso, gettano molte ombre sul cibo che fa da perno alla dieta mediterranea. Legambiente ha diffuso un rapporto che evidenzia come un terzo sia contaminato da residui di pesticidi chimici. Non solo: in un terzo degli alimenti risultati positivi ai vari test sono presenti non una, ma più di una tipologia di prodotti fitosanitari e biocidi. Bisogna rivestirsi di nuove consapevolezze: non conta solo la percentuale di pesticidi presenti, ma come si combinano tra loro. Oltre ai cibi, in Italia – paese particolarmente colpito rispetto ad altri partner europei – risultano inquinati e contaminati

  • un terzo dei campioni delle acque di superficie, un quinto delle acque sotterranee
  • ecosistemi popolati da organismi viventi e specie anfibie
  • insetti impollinatori come api e bombi, così importanti per l’ecosistema

Quali norme?

In Europa, la commercializzazione dei prodotti fitosanitari è sottoposta al vaglio, all’autorizzazione e al monitoraggio delle autorità competenti. La valutazione delle sostanze contenute nei fitosanitari spetta all’EFSA – acronimo dall’inglese European Food Safety Authority. L’autorità per la sicurezza alimentare – con sede a Parma – compie una valutazione del rischio di ogni sostanza o prodotto, confrontandosi con i singoli stati membri. Attraverso esami paritetici L’EFSA stabilisce

  • se sussistono rischi per la salute dell’uomo e degli animali
  • se sussiste il rischio di contaminazione delle falde acquifere

Sulla base della consulenza fornita, Commissione europea e stati membri prendono decisioni e deliberano in materia di residui di pesticidi chimici presenti nei prodotti alimentari o mangimi. Il punto di riferimento normativo è il Regolamento quadro (CE) 1107/2009. Lo scorso anno l’EFSA ha aggiornato linee guida per “la valutazione del rischio da pesticidi per uccelli e mammiferi”, pubblicata nel 2009.

Leggi corpose, iniziative ambiziose

L’ultimo documento dell’EFSA fornisce uno schema di valutazione del rischio a più livelli che tocca “l’esposizione alimentare, l’esposizione tramite avvelenamento secondario e l’esposizione tramite l’assunzione di acqua contaminata”. Aggiornamenti, chiarimenti e integrazioni fondamentali per dare risposte più concrete alla lotta contro gli effetti nocivi correlati all’uso di erbicidi, fungicidi, acaricidi altrimenti noti come pesticidi chimici. Una lotta il più possibile efficace e trasparente, che si avvale di strumenti di valutazione online facilmente accessibili. A dimostrazione che, a fronte di una legislazione europea corposa, è fondamentale proporre una campagna di divulgazione e sensibilizzazione completa e, in un certo senso, persino ambiziosa. Perché, in fin dei conti, si tratta di leggi e iniziative che mirano al nostro benessere. Se non addirittura alla nostra stessa sopravvivenza.

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