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Gli agenti chimici pericolosi: come difendersi?

CONOSCERE IL RISCHIO: GLI AGENTI CHIMICI

Gli agenti chimici nei luoghi di lavoro possono presentare rischi significativi per la sicurezza e la salute di tutti i lavoratori esposti. Per questa ragione, l’Unione Europea ha diramato direttive quadro in materia di sicurezza e salute negli ambienti di lavoro – note sotto la sigla SSL – specie in quei contesti professionali dove si ricorre all’uso di agenti chimici. La finalità delle disposizioni vigenti disciplina l’esposizione a sostanze specifiche, tra tutte l’amianto, secondo quanto stabilito dalla direttiva 2009/148/CE, ma è anche indirizzata alla tutela di categorie ritenute particolarmente sensibili – come le donne in stato di gravidanza o in periodo di allattamento. Il regolamento CE n 197/206 entrato in vigore nel 2007 – noto anche come regolamento REACH– si applica a tutte le sostanze chimiche. A dimostrazione che solo un’industria sicura può essere a tutti gli effetti un’industria completiva, l’UE ha lavorato per

 

    • proteggere nel migliore dei modi la salute pubblica
    • favorire al tempo stesso l’innovazione dell’industria chimica.

 

QUALI PERICOLI E DANNI PER I LAVORATORI?

Gli agenti chimici comportano un rischio quando sono classificati come agenti chimici pericolosi. Bisogna essere sempre all’erta. Oltre a laboratori o industrie, anche chi opera in ambito domestico ricorre all’uso di sostanze nocive che in caso di inalazione o contatto prolungato possono avere gravi ripercussioni sulla nostra salute. Non esiste un decalogo dell’immunità, ma è essenziale, se non addirittura doveroso

 

    • Individuare l’agente chimico che stiamo manipolando
    • Leggere le etichette e soffermarsi sulle schede di sicurezza per comprendere al meglio i rischi correlati
    • Ricordarsi che oltre alle sostanze irritanti, tossiche o cancerogene, esistono quegli agenti chimici pericolosi perché corrosivi, esplosivi e infiammabili

L’uso dei dispositivi di protezione individuale andrebbe valutato in base a criteri quali concentrazione, temperatura, integrità della sostanza o delle miscele utilizzate. Per la classificazione dei danni, andrebbe valutata innanzitutto la tempistica di insorgenza dei sintomi. Se un lavoratore riporta ustioni sulla pelle nell’immediato, è opportuno esprimersi in termini di infortunio sul lavoro. Qualora invece insorgano effetti indesiderati a lungo termine, allora è lecito parlare di patologia o malattia professionale. Il periodo di latenza può durare anni e un’esposizione prolungata rischia di avere ripercussioni anche a distanza di tempo.

 

DAI DIRITTI AI DOVERI: GLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO.

Come spiegato all’interno del nostro sito web, la valutazione del rischio legato ad agenti chimici rientra tra le responsabilità del datore di lavoro. Nello specifico, l’art 223 del Decreto legislativo 81/2008 lo obbliga a una classificazione di tutte le sostanze o miscele. Si tratta di un vero e proprio censimento, allo scopo di fornire ai dipendenti i dati relativi al grado di rischio e alla misura in cui esso incide sulla salute. Le disposizioni contenute mirano a una presa di coscienza dei pericoli: il datore di lavoro non ha facoltà, bensì l’obbligo di limitare il numero di sostanze nocive e del personale esposto. Dovrà inoltre assicurare quelle misure di protezione collettiva, quali aereazione e purificazione del locale.

 

UNO, DUE, TANTI RISCHI

Secondo quanto contenuto nel decreto legislativo 81/2008 – testo unico sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro – il rischio si verifica quando coesistono il pericolo derivante dall’agente chimico e l’esposizione in un’area soggetta alla presenza di agenti chimici aerodispersi. In genere, i rischi si distinguono in

 

    • Rischi per la salute
    • Rischi per la sicurezza

Il titolo IX del decreto definisce i criteri di pericolosità e tossicità di sostanze e miscele pericolose. Le sostanze tossiche includono solventi organici, metalli pesanti come piombo. Classificabili come miscele pericolose sono vernici, resine, colle. Vi sono agenti chimici non pericolosi, ma potenzialmente dannosi se la concentrazione supera i livelli standard previsti dal quadro normativo. Una sostanza può penetrare nell’organismo in diversi modi,

 

    • Per via inalatoria, in forma solida attraverso polveri e fibre disperse nell’aria, derivanti da materiali come il legno, il cemento, il quarzo e altre sostanze. In forma liquida tramite nebbie o aerosol generate dalla nebulizzazione o evaporazione di solventi e sostanze oleose. Oppure gassosa, laddove alcuni ambienti di lavoro possono contenere gas tossici come il monossido di carbonio, l’anidride solforosa o l’ammoniaca. L’aerodispersione e l’esposizione prolungata possono produrre gravi danni all’apparato respiratorio, responsabili di malattie polmonari.
    • Per via cutanea. In questo caso il contatto con la pelle e mucose può provocare effetti locali con diverso grado di assorbimento. Ad ogni modo, il contatto è spesso causato dal mancato rispetto di requisiti minimi. È bene ricordare che il lavaggio delle mani sporche di grasso con un solvente altera l’equilibrio del derma. Non dimentichiamo che i guanti non ci proteggono all’infinito e, soprattutto, sono inutili se li usiamo per infilare un tessuto contaminato in tasca.
    • Per ingestione, quando la penetrazione dell’agente avviene tramite assunzione diretta di alimenti contaminati oppure tramite penetrazione involontaria, nel momento in cui gli schizzi della sostanza nociva giungono al cavo orale accidentalmente.

Naturalmente, il rischio non va associato esclusivamente agli operatori dell’industria pesante e a chi è impiegato nel settore chimico, siderurgico, o farmaceutico. Anche i lavoratori in ambito sanitario o agricolo possono riscontrare seri problemi legati a batteri, virus, funghi e altri microrganismi.

 

COME RICONOSCERE I SINTOMI D’ AVVELENAMENTO

 L’esposizione prolungata e innaturale agli agenti chimici non aiuta a prevenire il rischio e nemmeno a neutralizzare gli effetti deleteri per la nostra salute. Tuttavia, occorre sempre tenere presente che le sostanze non sono tutte uguali e di conseguenza i sintomi sono diversi ogni volta. Il consiglio è sempre quello: allertare i sensi e ascoltare il nostro corpo. In caso di irritazione cutanea od oculare, ad esempio, il fisico risponde con un arrossamento di occhi e cute, sensazione di prurito diffuso e fastidioso. Alcuni agenti chimici– come solventi o metalli pesanti – agiscono direttamente sul sistema nervoso centrale e determinano mal di testa, vertigini, perdita di coordinazione, alterazioni del comportamento. È noto che inalare una quantità spropositata di monossido di carbonio provoca confusione e perdita di conoscenza. Altre sostanze agiscono sul sistema gastrointestinale, provocando l’insorgenza di nausea, vomito o diarrea, infiammazioni e/o dolori a livello addominale.

In tutti i casi sopracitati, la raccomandazione è sempre una: attivare l’assistenza medica attraverso i numeri di emergenza e tutti i canali di comunicazioni disponibili.

 

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