Terreni

Terreni contaminati

Le analisi eseguite su terreni provenienti da sondaggio assumono un ruolo di estrema importanza nelle indagini ambientali mirate alla caratterizzazione sia dei siti destinati ad uso commerciale/industriale sia di quelli destinati ad uso residenziale, verde pubblico e privato.
La loro caratterizzazione al fine di definire l’eventuale inquinamento esistente, così come i prelievi e le analisi, vengono eseguiti ai sensi della Parte Quarta (Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti contaminati) del D.L.gs 03 aprile 2006 n. 152, o secondo quanto disposto dal D.M. 471 del 25 ottobre 1999 (Regolamento recante criteri, procedure e modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modifiche e integrazioni) e secondo quanto specificato nelle eventuali deliberazioni regionali in vigore.
Il laboratorio permette la completa caratterizzazione dei campioni ed il confronto dei parametri analizzati con i valori di concentrazione limite stabiliti dalle colonne A e/o B del D.L.gs 152/06 o del D.M. 471/99.


Terre e rocce da scavo

Le terre e le rocce da scavo sono valutate, per lo smaltimento e/o il loro reimpiego, seguendo le Procedure Operative per la gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell'articolo 186 del D.L.gs 03 aprile 2006 n.152.
Allo stato attuale gli articoli 185 e 186 del Codice dell’Ambiente regolano l’impiego delle terre e rocce da scavo, che possono essere considerate sottoprodotti e riutilizzate senza limitazioni nello stesso sito dell’estrazione, a patto che non risultino contaminate.
La situazione cambia se i materiali edili escavati devono essere trasferiti in un altro luogo, circostanza che vale loro la classificazione sotto la categoria dei rifiuti. Diventa infatti necessario garantire la tutela dell’ambiente accertando le caratteristiche chimico fisiche del terreno di provenienza e la compatibilità con quello di destinazione.

Il quarto decreto correttivo introduce importanti novità anche all’art. 186 del TUA in tema di terre e rocce laddove prevede innanzitutto, all' articolo 39, comma 4, d.lgs. n. 205 del 2010, l’abrogazione dello stesso articolo 186 a partire dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale di cui all’ articolo 184-bis, comma 2.
Pertanto, non appena sarà emanato il decreto ministeriale di attuazione dell’art. 184 –bis in tema di sottoprodotti, le terre e rocce da scavo potranno essere riutilizzate in base ai criteri e modalità previste da suddetto decreto.
In attesa dell’emanazione del decreto ministeriale di attuazione, l’art. 186 detta quindi una disciplina transitoria in virtù della quale le terre e rocce da scavo, anche di gallerie, ottenute quali sottoprodotti, possono essere utilizzate per reinterri, riempimenti, rimodellazioni e rilevati purché:
a) siano impiegate direttamente nell'ambito di opere o interventi preventivamente individuati e definiti;
b) sin dalla fase della produzione vi sia certezza dell'integrale utilizzo;
c) l'utilizzo integrale della parte destinata a riutilizzo sia tecnicamente possibile senza necessità di preventivo trattamento o di trasformazioni preliminari per soddisfare i requisiti merceologici e di qualità ambientale idonei a garantire che il loro impiego non dia luogo ad emissioni e, più in generale, ad impatti ambientali qualitativamente e quantitativamente diversi da quelli ordinariamente consentiti ed autorizzati per il sito dove sono destinate ad essere utilizzate;
d) sia garantito un elevato livello di tutela ambientale;
e) sia accertato che non provengono da siti contaminati o sottoposti ad interventi di bonifica ai sensi del titolo V della parte quarta del decreto legislativo 152/06;
f) le loro caratteristiche chimiche e chimico-fisiche siano tali che il loro impiego nel sito prescelto non determini rischi per la salute e per la qualità delle matrici ambientali interessate ed avvenga nel rispetto delle norme di tutela delle acque superficiali e sotterranee, della flora, della fauna, degli habitat e delle aree naturali protette. In particolare deve essere dimostrato che il materiale da utilizzare non è contaminato con riferimento alla destinazione d'uso del medesimo, nonché la compatibilità di detto materiale con il sito di destinazione;
g) la certezza del loro integrale utilizzo sia dimostrata. L'impiego di terre da scavo nei processi industriali come sottoprodotti, in sostituzione dei materiali di cava, è consentito nel rispetto delle condizioni fissate all'articolo 183, comma 1, lettera p).
Il nostro laboratorio, grazie alla strumentazione e al personale altamente qualificato permette la verifica delle caratteristiche chimico fisiche dei terreni e la compatibilità con il sito prescelto.